Palombara Sabina

palombara

Abitanti: 9.694 (Palombaresi)
Altezza: 370 m – s.l.m.
Distanza da Roma: 36 km
Vie d’accesso: A24 – Tiburtina – Palombarese
Tel. sede comunale: 0774/63641
Fax sede comunale: 0774/636469

Cenni storici

Il paese sorge su un colle ai piedi di monte Gennaro. Non si hanno notizie certe sulla sua origine.
Menzionato per la prima volta nel 1029, il Castrum Palombarum può essere nato alla fine del secolo X o all’ inizio dell’ XI. Un ramo dei Crescenzi di Sabina ebbe nel secolo XI il titolo di “Conti di Palombara”. Nel 1276 il feudo passò ai Savelli. Sottoposto a numerosi assedi, cambiò più volte di mano tra gli Orsini e i Savelli, che ne reclamavano il possesso per la sua posizione strategica.
Nel 1556 la città subì un nuovo saccheggio e una parte del castello venne distrutta dall’ incendio appiccato dal duca d’ Alba, nella guerra tra Paolo IV e gli Spagnoli.Tuttavia il castrum non fu mai abbandonato e vide crescere la sua popolazione fino a diventare, in epoca moderna, un capoluogo di governo dello Stato Pontificio. Palombara si costituì in comune nel 1870.

Principali monumenti

L’ articolata mole del castello Savelli dominata dalla snella torre di guardia, alta 36 metri, corona il colle intorno al quale il paese si dispone secondo un caratteristico impianto a spirale, percorso da vie strette e tortuose. La prima trasformazione da struttura difensiva a residenza baronale si ha nella seconda metà del XV secolo. Al suo interno, ampi saloni con affreschi del XV e XVI secolo. Oggi il castello, sede dell’ Accademia Sabina e della Biblioteca Comunale, ospita regolarmente mostre e manifestazioni. Fra le chiese merita una visita l’ arcipretale di S. Biagio, patrono di Palombara. Fondata prima del Mille, fu una delle celle-santuario del territorio, inglobata nel XII secolo in una costruzione romanica completamente ristrutturata nel 1845. Nella chiesa, caratterizzata dalla facciata recentemente rivestita in travertino, si conserva l’ icona del Salvatore, copia trecentesca dell’ antichissima immagine di Cristo conservata in Laterano.Pregevole è anche una tavola raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, attribuita ad Antonio da Viterbo (1459 ca.).

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