Monteflavio

monteflavio

Abitanti: 1.421 (Monteflaviesi)
Altezza: 800 m – s.l.m.
Distanza da Roma: 52 km
Vie d’accesso: A1 – Salaria
Tel. sede comunale: 0774/69332
Fax sede comunale: 0774/602707

Cenni storici

Monteflavio sorge, isolato, a Nord di monte Gennaro. La sua storia, rispetto a quella degli altri centri dell’ area dei monti Lucretili, è piuttosto recente.
Fu fondato nella seconda metà del XVI secolo dal cardinale Flavio Orsini dal quale deriva il nome.
Questi raccolse sul monte, dove oggi sorge l’ abitato, le popolazioni emigrate dalle zone limitrofe e in particolare da Marcetelli, un paese della valle del Salto. Offrì loro la concessione di terreni e sussidi per la costruzione delle abitazioni.
In tal modo, attraverso opere di bonifica, questi luoghi vennero trasformati in fondi agricoli e produttivi.
Il centro non conobbe i travagli che caratterizzarono in quei secoli le vicende dei vicini insediamenti. Nel 1644 il feudo passò dagli Orsini ai Barberini che ne mantennero il controllo fino al 1872 quando si costituì il comune.

Principali monumenti

Sulla piazza principale si affaccia la chiesa parrocchiale dell’ Assunta, costruita nel XVII secolo e restaurata in epoca moderna.Il portale conserva ancora l’ antica decorazione e i capitelli con la rosa degli Orsini. All’ interno si ammirano un tabernacolo romano di scuola romana del XV sec. e la Madonna della Pietà, olio su tela del 1856 del calabrese Vincenzo Morani. Il quadro fu donato dagli “appaltatori della neve” ai Monteflaviesi addetti al trasporto della neve, l’ attività più redditizia per il paese dal 1650 fino al 1850.
Originariamente il dipinto si trovava nella chiesa di S. Maria delle Grazie, oggi sconsacrata. E’ consideratra immagine miracolosa in quanto l’ 8 settembre 1863 avrebbe  mosso ripetutamente gli occhi.
Nella piazza antistante è posta una bella fontana rinascimentale, detta la “pilocca” per la sua forma che ricorda il mortaio per il sale.
La chiesa di S. Martino (sec. XIII) è la più antica del paese. Edificata ad opera dei benedettini e dedicata inizialmente a S. Donato, solo nel 1570 venne intitolata a S. Martino, patrono di Marcetelli.

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