Ciciliano

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Abitanti: 1.127 (Cicilianesi)
Altezza: 619 m – s.l.m.
Distanza da Roma: 48 km
Vie d’accesso: A24 – Empolitana
Tel. sede comunale: 0774/790006
Fax sede comunale: 0774/790006

Cenni storici

Ciciliano dall’ alto di un colle domina ben tre valli poste ai  piedi dei monti Tiburtini e Prenestini. La sua origine risale al X secolo, quando in tutta la valle dell’ Aniene le comunità di fondovalle iniziarono a spostarsi, per motivi difensivi, sulle sommità dei monti e dei colli dando inizio, al fenomeno dell’ incastellamento. Dall’ XI al XII secolo a causa della sua posizione strategica Ciciliano fu conteso fra l’ abbazia di Subiaco e Tivoli. Grazie all’ appoggio di Roma alla fine prevalsero i monaci sublacensi che nel 1373 dovettero cedere il feudo ai Colonna. Più volte i pontefici, durante il dominio colonnese, cercarono invano di riconcquistarlo. Nel 1563 il feudo venne venduto per debiti da Marco Antonio Colonna al principe Domenico Massimo il quale, un decennio più tardi, lo cedette a Girolamo Theodoli. Tale famiglia, che ancora possiede il castello, mantenne i diritti feudali fino al 1816.

Principali monumenti

Il centro storico del paese mantiene la struttura medievale con vie strette e ripide. Nella parte più alta si trova il castello Theodoli fondato nel secolo X. Nel corso del XV secolo, sotto il dominio dei Colonna, la struttura del castello venne modificata a scopo difensivo, secondo un modello diffuso in quel periodo: un corpo centrale quadrato con quattro bastioni angolari.L’ unica torre cilindrica che si nota venne aggiunta circa un secolo dopo. Ulteriori modifiche, come le due rampe di accesso a esedra, vennero fatte nel XVIII secolo per volere della famiglia Theodoli.
La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta (XVI sec.) fu ricostruita e ampliata nel 1795 grazie a una colletta popolare. All’ interno fonte battesimale e acquasantiera in marmo rosa del XVI secolo; sull’ altare maggiore è una tela raffigurante l’ Assunzone della Vergine, di G. Battista da Navarra (sec. XVI).
La ristrutturazione della chiesetta settecentesca della Madonna della Palla, operata dall’ arch. Girolamo Theodoli, marchese di Ciciliano, porta la data del 1759. L’edificio era stato costruito per custodire un affresco della Vergine con Bambino (XVI sec.) probabilmente dipinto in un’ edicola stradale, scoperto casualmente in seguito a un violento tiro di palla che fece cadere l’ intonaco sovrastante.
L’immagine, ornata da una ricca cornicedi gusto Barocco, è tutt’ ora molto venerata dalla popolazione.La chiesa di S. Liberata (XV secolo, ampliata nel XVII) presenta affreschi databili ai primi del ’500, opera di un artista vicino al Maestro di Tivoli.

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