Castel S. Pietro Romano

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Abitanti: 747 (Castelsanpietrini)
Altezza: 763 m – s.l.m.
Distanza da Roma: 43 km
Vie d’accesso: A24 – Prenestina
Tel. sede comunale: 06/9538732
Fax sede comunale:06/9538481

Cenni storici

Il paese, arroccato sulla cima del monte Ginestro, sorge insieme a Capranica, Prenestina e a guadagnolo lungo il sistema di cresta dei monti Prenestini. Qui era l’ acropoli dell’ antica Praeneste di cui è ancora interamente visibile il circuito delle mura poligonali del IV secolo a.C.
Fin da allora Castel San Pietro intreccia la propria storia con le vicende civili e politiche di Praeneste (Palestrina). Deve il suo nome alla fondazione in età costantiniana di un oratorio dedicato a S. Pietro.
Divenuto alla fine del 1200 di proprietà dei Colonna, fu distrutto quasi completamente nel 1438 dal Vitelleschi per poi essere ricostruito dagli stessi Colonna.
Nel 1630 il feudo passò ai Barberini. La storia recente vede Castel San Pietro adibito a teatro di posa per celebri film degli anni Cinquanta, come Pane amore e fantasia, I due marescialli, grazie all’ interessamento dell’ allorasindaco Adolfo Porry-Pastorel, il primo e più famoso fotoreporter italiano.

Principali monumenti

Il paesino è caratterizzato dalla presenza di due edifici.La Rocca Colonna, attualmente conservata allo stato di rudere, ha origine nel X secolo ed occupa il punto forte dell’ arce di Praeneste; ricostruita dai Colonnae formata da un edificio a pianta quadrata con torrioni quadrangolari ai vertici. Al centro è un bastione cilindrico, utilizzato tradizionalmente come carcere, in cui furono improgionati Corradino di Svevia e Jacopone da Todi. L’ antichissima chiesa di S. Pietro Apostolo, completamente restaurata nel 1732, conserva sull’ altare maggiore una tela di Giacinto Giminiani (sec. XVII), allievo di Pietro da Cortona, raffigurante Cristo che affida a San Pietro il gregge cristiano.Al centro della volta un grande affresco del pittore classicista Placido Costanzi (1736) rappresenta il trionfo del Cristianesimo. A sinistra e a destra dell’ ingresso due are dedicatorie romane usate come acqusantiere (secc. II e IV d.C.). All’ esterno, asinistra della chiesa, si trova il caratteristico cortile, antico chiostro del monastero benedettino fondato dallo stesso S. Benedetto, nel VI secolo e distrutto dai Saraceni nell’ VIII. Al suo interno resta la cisterna per la raccolta dell’ acqua piovana.

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